Un “sesto senso” che abbiamo perduto e che ci è necessario (Giovanni 14:15-21)

12 Maggio 2023 Paolo Castellina 0

Ci sono discorsi, articoli, libri, opere d’arte ecc. di cui non riusciamo a comprenderne il senso. Può dipendere dalla mancanza di chiarezza del loro autore o anche dalla nostra incapacità a capirli. Spesso, però, essi sono stati appositamente realizzati dal loro autore in forma enigmatica, oscura, per motivi precisi, per ottenere una particolare risposta da parte di chi li riceve. Perché? Spesso anche i discorsi di Gesù o certi testi biblici ci appaiono enigmatici. Lo sono appositamente e per vari motivi. La “consolazione” di comprenderli dipende da certi presupposti che devono prima realizzarsi in noi. Esaminiamo oggi la questione sulla base del testo di Giovanni 14:15-21.

I progetti per il futuro di un uomo anziano (Genesi 12:1-4)

25 Febbraio 2023 Paolo Castellina 0

Una persona anziana considera stoicamente il prossimo termine della sua vita e, senza più ambizioni, considera ciò che ha realizzato nella sua vita sia in bene che in male. “Non è più tempo di fare progetti per sé”, pensa sconsolato. Per il personaggio biblico di Abramo, però si può dire che la sua vita, quella più significativa, inizi a 75 anni. Per Dio l’età di una persona non conta se questa si mette con fiducia nelle Sue mani intenzionata a realizzare i Suoi propositi. Farlo non può che scaturire in abbondanti benedizioni per sé e per gli altri. Lo vediamo oggi considerando il testo biblico di Genesi 12:1-4, la vocazione di Abramo.

Al di là delle apparenze (Matteo 17:1-9)

12 Febbraio 2023 Paolo Castellina 0

Oggi viviamo più che mai nell’epoca dell’apparire, dell’apparenza ingannevole. L’industria cinematografica e lelevisiva è maestra in quest’ambito. Non tutto ciò che “appare”, però, è quello che sembra, sia in positivo che in negativo. C’è però anche chi appare insignificante, umile, di poco conto e valore, chi “non attira gli sguardi”, che “non fa chiasso” ma che, ciononostante, nasconde è una persona che varrebbe la pena di considerarla e ascoltarla perché portatrice di valori importanti e bellezza interiore, ciò che più conta nella vita. Solo “pochi intenditori” se ne rendono conto, non le persone superficiali che badano all’apparenza e che quindi, si fanno facilmente manipolare. E’ ciò che accade, nel testo biblico che oggi consideriamo, nell’episodio evangelico della Trasfigurazione ch e consideraiamo oggi.

Il “metodo di verifica” di Giovanni Battista (Matteo 11:2-6)

4 Dicembre 2022 Paolo Castellina 0

È assolutamente indispensabile mantenere uno spirito critico quando, sentendo delle notizie, ci vengono presentati dei fatti. Non bisogna prendere tutto “per oro colato” perché le cose potrebbero stare in modo diverso da quello che ci viene proposto. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio – si dice. Bisogna verificare. Giovanni Battista aveva proclamato Gesù di Nazareth come l’atteso Messia. Ancora, però, più tardi nel ministero di Gesù, avrebbe voluto ulteriori verifiche. Quali criteri egli aveva usato per farlo? E quali criteri Gesù stesso aveva indicato per confermarlo? Lo vediamo nel testo di Matteo 11:2-11 che esaminiamo quest’oggi. Si tratta di ottimi criteri utili pure per valutare le altre notizie che udiamo!